Essendo sempre a cavallo tra Giugno e Luglio, capita spesso che il FilmFest di Monaco si svolga durante gli Europei o i Mondiali di calcio, e quindi mi tocca cercare di incastrare i film da vedere con le partite della Nazionale. Per fortuna che quest'anno, come già successo in paio di volte in passato, non ho avuto questo problema.
Anche quest'anno la scelta non è stata facile, ma qualche film interessante sono riuscito a trovarlo. Sicuramente non il primo, Los Nadadores, film argentino che sarebbe andato bene per un corto ma non certo per 77 minuti di proiezione. Per fortuna che almeno la regista era simpatica e ne è valsa la pena di restare fino alla fine per sentirla parlare del film.
Per il secondo film sono andato come già l'anno scorso alla Amerika Haus, la casa della cultura americana, a vedere The Piano Tuner, un bel film con Leo Woodall e Dustin Hoffman nella parte del giovane e dell'anziano accordatore di piano; il primo con un udito particolare scopre di essere bravo ad aprire le casseforti e la storia cambia registro.
Come da tradizione sono riuscito a trovare anche un film italiano da vedere, magari non all'altezza di Le Città di Pianura dell'anno scorso, ma sicuramente interessante l'opera prima di Alberto Palmiero, Tienimi Presente, e bravo il giovane regista a rispondere alle tante domande degli spettatori dopo la proiezione.
Per la quarta serata (di fila) di cinema ho scelto uno strano film americano-inglese, Two Neighbors, della regista american-argentina Ondine Viñao; come mi è già capitato con qualche altro film, inzia bene e sembra promettente, ma poi verso il finale sbrocca e diventa quasi troppo.
Per finire un bel film americano, Chili Finger, una dark comedy ispirata a una storia vera accaduta in California nel 2005 quando nella ciotola di chili di un fast-food trovarono un dito umano. Un film che per le scene e lo sviluppo della scenggiatura ricorda molto i primi film dei fratelli Coen, con un cast sorprendente e molto azzeccato nei due protaginisti, Judy Greer e Sean Astin, supportati da John Goodman e Bryan Cranston. E visto che il cinema era vicino all'ufficio, sono riuscito ad andare alla proiezione pomeridiana e poi tornare per la solita call delle 18.
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