Sarebbe stato un Sabato veramente estivo se avesse smesso di piovere ben prima delle 6 del pomeriggio, mentre con gli altri due vecchietti, Memo e Larry, aspettavamo il sole al riparo sotto l'ombrellone di Yole a mangiare il gelato.
Il mio piano erano quello di andare in bici verso Gärtnerplatz, dove poi siamo arrivati verso le 19 per mangiare e bere qualcosa nei vari stand allestiti per la fest Open Air, aspettando l'inizio di uno dei concerti in programma (Loi, giovane cantate tedesca, non proprio il mio genere).
Prima che facesse buio, sono riuscito a convincere i ragazzi ad attraversare la città verso nord per andare al parco Olimpico a vedere il grande spettacolo dei fuochi della Sommernachtstraum (il sogno di una notte d'estate): più di mezz'ora di fuochi, con 10mila esplosioni, anche se noi che non abbiamo pagato il biglietto (50Euri) per entrare nell'area principale ne avremo visti meno della metà.
sabato 20 luglio 2024
domenica 7 luglio 2024
Munich FilmFest come da tradizione
Come da tradizione, quando arriva la fine di Giugno ci si prepara per la settimana del FIlmfest, il festival internazionale del cinema di Monaco, quest'anno arrivato alla 41esima edizione.
E come ogni anno, viene il momento di scegliere i 5 film da vedere (5 sono i biglietti nel pacchetto con sconto) nella vasta e variegata selezione che il Filmfest riesce sempre ad offrire.
Quest'anno ho approfittato delle 2ore e mezza del volo verso Creta (per la vacanza surfistica) per leggere tutto il programma, scegliere i 2/3 candiati per le 5 serate, ed infine selezionare i miei film del festival.
Ho cominciato con un film indiano, All We Imagine as Light, fresco vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes; film d'esordio di una giovane regista indiana che racconta la vite intrecciate delle due protagoniste nella megalopoli Mumbai e la loro fuga verso la realizzazione dei propri sogni in un piccolo villaggio sulla costa. Le scene nelle affollate strade della città e sulle spiagge mi hanno ricordato le settimane passate a Bangalore per lavoro e la breve fuga a Goa per una breve vacanza.
Il Messico e la vita difficile e violenta nei paesini isolati nei deserti e sulle montagne è stato il protagonista della seconda serata, con la storia di formazione narrata nel film Sujo, vincitore del Gran Premio della Giuria all'ultimo Sundance Film Festival.
Altro cambio di continente per la terza serata, per andare in Africa, nella Somalia dove viveva e si allenava per realizzare il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi la giovane Samia, la cui tragica storia è raccontata nel bel libro di Catozzella, Non Dirmi che hai Paura, che avevo letto qualche tempo fa ed ero curioso di vedere portato sul grande schermo. Molto interessante la discussione con le registe e la produzione che hanno risposto alle domande degli spettatori e raccontato come sono riusciti a rintracciare la famiglia di Samia nei quartieri di Mogadisco.
Per pura coincidenza, la Somalia è stata protagonista anche del mio film sucessivo, The Village Next to Paradise, primo film girato interamente nel travagliato paese africano, presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes di quest'anno.
Per conculdere il mio festival ho scelto una commedia drammatica americana, Ezra, che è anche il nome del ragazzino autistico che l'eccentrico padre, attore di stand up comedy, rapisce dalla ex-moglie nel tentativo di liberarlo dalle pressioni della sua complicata vita quotidiana, e anche di ritrovare se stesso nel suo ruolo di genitore. Completa il bel cast un divertente De Niro nel ruolo del nonno.
E come ogni anno, viene il momento di scegliere i 5 film da vedere (5 sono i biglietti nel pacchetto con sconto) nella vasta e variegata selezione che il Filmfest riesce sempre ad offrire.
Quest'anno ho approfittato delle 2ore e mezza del volo verso Creta (per la vacanza surfistica) per leggere tutto il programma, scegliere i 2/3 candiati per le 5 serate, ed infine selezionare i miei film del festival.
Ho cominciato con un film indiano, All We Imagine as Light, fresco vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes; film d'esordio di una giovane regista indiana che racconta la vite intrecciate delle due protagoniste nella megalopoli Mumbai e la loro fuga verso la realizzazione dei propri sogni in un piccolo villaggio sulla costa. Le scene nelle affollate strade della città e sulle spiagge mi hanno ricordato le settimane passate a Bangalore per lavoro e la breve fuga a Goa per una breve vacanza.
Il Messico e la vita difficile e violenta nei paesini isolati nei deserti e sulle montagne è stato il protagonista della seconda serata, con la storia di formazione narrata nel film Sujo, vincitore del Gran Premio della Giuria all'ultimo Sundance Film Festival.
Altro cambio di continente per la terza serata, per andare in Africa, nella Somalia dove viveva e si allenava per realizzare il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi la giovane Samia, la cui tragica storia è raccontata nel bel libro di Catozzella, Non Dirmi che hai Paura, che avevo letto qualche tempo fa ed ero curioso di vedere portato sul grande schermo. Molto interessante la discussione con le registe e la produzione che hanno risposto alle domande degli spettatori e raccontato come sono riusciti a rintracciare la famiglia di Samia nei quartieri di Mogadisco.
Per pura coincidenza, la Somalia è stata protagonista anche del mio film sucessivo, The Village Next to Paradise, primo film girato interamente nel travagliato paese africano, presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes di quest'anno.
Per conculdere il mio festival ho scelto una commedia drammatica americana, Ezra, che è anche il nome del ragazzino autistico che l'eccentrico padre, attore di stand up comedy, rapisce dalla ex-moglie nel tentativo di liberarlo dalle pressioni della sua complicata vita quotidiana, e anche di ritrovare se stesso nel suo ruolo di genitore. Completa il bel cast un divertente De Niro nel ruolo del nonno.
domenica 30 giugno 2024
Surfing Kreta
Dopo mesi di duro lavoro in miniera, con l'estate ormai inoltrata mi era tornata la voglia di fare una bella settimana di windsurf da qualche parte al caldo e non troppo lontano.
Cercando uno spot che non avevo ancora frequentato, sui cataloghi delle agenzie che propongono i viaggi a noi surfisti mi è caduto l'occhio su Creta, un'isola che non avevo mai considerato per il windsurf credendo che non fosse un posto ventoso.
Ed invece ho scoperto che lo spot sulla spiaggia vicino a Palekastro, all'estremo est dell'isola, era consciuto per il suo vento molto forte e purtroppo anche molto rafficato, una caratteristica che non mi è mai andata a genio nella mia lunga carriera windsurfistica. Magari fossi arrivato un po' allenato e più in forma sarei riuscito ad apprezzare anche le giornate con più di 30 nodi e le uscite con la 3,5m.
Comunque per il poco che ho visto girando un po' la costa est con la 500 presa a noleggio, l'isola offre delle belle spiagge libere ancora poco frequentate; da evitare invece la costa a nord, tra Melia ed Heraklion, meta del turismo di massa con la sua distesa di hotel, bar, ristoranti e negozi di souvenirs.
Cercando uno spot che non avevo ancora frequentato, sui cataloghi delle agenzie che propongono i viaggi a noi surfisti mi è caduto l'occhio su Creta, un'isola che non avevo mai considerato per il windsurf credendo che non fosse un posto ventoso.
Ed invece ho scoperto che lo spot sulla spiaggia vicino a Palekastro, all'estremo est dell'isola, era consciuto per il suo vento molto forte e purtroppo anche molto rafficato, una caratteristica che non mi è mai andata a genio nella mia lunga carriera windsurfistica. Magari fossi arrivato un po' allenato e più in forma sarei riuscito ad apprezzare anche le giornate con più di 30 nodi e le uscite con la 3,5m.
Comunque per il poco che ho visto girando un po' la costa est con la 500 presa a noleggio, l'isola offre delle belle spiagge libere ancora poco frequentate; da evitare invece la costa a nord, tra Melia ed Heraklion, meta del turismo di massa con la sua distesa di hotel, bar, ristoranti e negozi di souvenirs.
domenica 26 maggio 2024
ebici in Primavera
Nonostante abbia piovuto spesso, la primavera ci ha regalato anche qualche bella giornata di sole con il tradizionale cielo baverse blu e bianco, per esplorare le campagne ed i fiumi fuori città con l'ebici.
Ad inizio Aprile ho puntato decisamente a Nord con un bel giro dalle parti di Manching ed Ingolstadt, lungo il Danubio e i laghetti sparsi per i campi dove cresce il luppolo, con sosta ad un bel impianto di wakeboarding già in attività con le prime giornate calde dell'anno.
A fine mese ho scelto un giro appena fuori città, con partenza da Dachau e seguendo il corso del fiume Amper per una 20ina di Km, andata e ritorno.
Maggio invece mi ha portato verso nord-est, per un altro giro lungo un fiume, questa volta l'Isar con partenza da Moosburg fino a Landshut e ritorno.
Ad inizio Aprile ho puntato decisamente a Nord con un bel giro dalle parti di Manching ed Ingolstadt, lungo il Danubio e i laghetti sparsi per i campi dove cresce il luppolo, con sosta ad un bel impianto di wakeboarding già in attività con le prime giornate calde dell'anno.
A fine mese ho scelto un giro appena fuori città, con partenza da Dachau e seguendo il corso del fiume Amper per una 20ina di Km, andata e ritorno.
Maggio invece mi ha portato verso nord-est, per un altro giro lungo un fiume, questa volta l'Isar con partenza da Moosburg fino a Landshut e ritorno.
sabato 11 maggio 2024
La Media Notte della Musica
Media perchè come dice il collega Joao una notte della Musica che finisce alle 2 non può definirsi Lunga. Anche se ad una certa età e dovendo partire il giorno dopo per tornare al sud, a me andava bene anche tornare a casa con una della ultime U-Bahn "già" alle 2:30.
Durante la mia lunga permanenza a Monaco non ho sicuramente partecipato a tutte le 23 edizioni della Lange Nacht der Musik, ma quando possibile non ho fatto mancare il mio supporto ai tanti gruppi che si sono esibiti nei locali della città.
Quest'anno, con l'amico Jorge, abbiamo cominciato la notte al negozio JBL dove suonava il Bolandi Trio con la cantante Regy Heiß.
Siamo poi passati dal Parkcafè, un locale che frequentavo quando ero giovane, per vedere che gente c'era e per l'esibizione degli Studio 72, un gruppo simpatico che suonava cover di generi vari, ma che presonalmente non avrei scelto per la serata.
Invece molto bravi i ragazzi del Politecnico di Monaco che si sono esibiti con la TUM Jazz Band nella bella sala della Kunstlerhaus.
Sicuramente il clou della nottata è stata l'esibizione al Mini Pavillion della fantastica Caro Kelley, già ammirata nei concerti della Resident Alien Big Band dove suona anche il sopracitato collega Joao.
Prima di tornare a casa abbiamo fatto un salto anche al night club dell'hotel più famoso di Monaco, il Bayerischer Hof, ma visto che la musica non era così interessante e faceva anche un caldo tropicale, non siamo rimasti a lungo e ci siamo diretti alla più vicina fermata della U-Bahn.
Durante la mia lunga permanenza a Monaco non ho sicuramente partecipato a tutte le 23 edizioni della Lange Nacht der Musik, ma quando possibile non ho fatto mancare il mio supporto ai tanti gruppi che si sono esibiti nei locali della città.
Quest'anno, con l'amico Jorge, abbiamo cominciato la notte al negozio JBL dove suonava il Bolandi Trio con la cantante Regy Heiß.
Siamo poi passati dal Parkcafè, un locale che frequentavo quando ero giovane, per vedere che gente c'era e per l'esibizione degli Studio 72, un gruppo simpatico che suonava cover di generi vari, ma che presonalmente non avrei scelto per la serata.
Invece molto bravi i ragazzi del Politecnico di Monaco che si sono esibiti con la TUM Jazz Band nella bella sala della Kunstlerhaus.
Sicuramente il clou della nottata è stata l'esibizione al Mini Pavillion della fantastica Caro Kelley, già ammirata nei concerti della Resident Alien Big Band dove suona anche il sopracitato collega Joao.
Prima di tornare a casa abbiamo fatto un salto anche al night club dell'hotel più famoso di Monaco, il Bayerischer Hof, ma visto che la musica non era così interessante e faceva anche un caldo tropicale, non siamo rimasti a lungo e ci siamo diretti alla più vicina fermata della U-Bahn.
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