Come ogni anno c'è una settimana a cavallo tra Giugno e Luglio dedicata la cinema e ai film del Munich FilmFest, la stessa settimana che ha portato temperature caldissime in città e qualche volta anche nei cinema.
Quest'anno ho avuto l'impressione che la selezione dei film non fosse all'altezza delle precedenti edizioni, e quindi la scelta dei 5 film da vedere è stata più difficile del solito ma sempre con risultati interessanti. Ho iniziato con un film giapponese, Okamoto, uno dei film più strani e assurdi che abbia mai visto, e anche nella sessione di Q&A col regista non c'ho capito molto, e non solo perchè lui parlava solo giapponese.
Per la seconda serata ho puntato su una nuova location, l'AmerikaHaus, la casa della cultura americana, che avevo già frequentato per mostre di foto ma mai come cinema. Un film interessante, American Sweatshop, un thriller che ha come protagonista una giovane 'moderatrice' dei video caricati sulle piattaforme dei social, che come i suoi colleghi è costretta a vedere il peggio dei contenuti caricati ogni giorno su interent per decidere cosa rimuovere.
Per il film italiano, che cerco sempre di inserire nella mia lista del FilmFest, la scelta è caduta su Le Città di Pianura, un bel road movie diretto da Francesco Sossai e presentato quest'anno nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes. Uno degli attori protagonisti è Pierpaolo Capovilla, che nella session di Q&A dopo il film il regista ha definito una rockstar famosa in Italia (fondatore degli One Dimensional Man e Il Tatro degli Orrori, dice Wikipedia ... io non lo conoscevo).
Anche i film cinesi sono spesso presenti nella mia selezione del FilmFest, così come anche quelli Koreani o Giapponesi, e quest'anno ho scelto un thriller, The Wig; non una storia molto orginale, il solito fattacio nel passato dell'avvocato di successo che continua a tormentarlo e lo spinge a cercare una redenzione, ma con un finale interessante.
Per il mio ultimo film ho rifatto lo stesso errore di qualche anno fa, andare al cinema Rio Filmpalast in una calda serata estiva, e quindi ho sofferto la mancanza dell'aria condizionata come le altre volte, tanto che nonostante il film fosse interessante, The Life of Chuck (tratto da un racconto di Stephen King), mi sono quasi addormentato stordito dal caldo in sala.
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